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Roma- 6 gennaio 2010- PMI - FONDO DI GARANZIA
Giorgio Guerrini (Confartigianato):“Efficace strumento anti crisi”
“Il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese ha dimostrato di essere uno dei più efficaci strumenti anti crisi”.
Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini commenta così il bilancio dell’attività del Fondo tracciato dal Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola.
Guerrini apprezza “l’impegno per generare, con strumenti non invasivi come il sostegno alle garanzie, un volàno virtuoso che facilita il rapporto tra banche ed imprese”.
“Anche grazie alle novità introdotte nel 2009, come l’estensione del Fondo alle imprese artigiane e la revisione dei criteri di valutazione di accesso al credito – sottolinea Guerrini – quest’anno contiamo di incrementare il ricorso al Fondo da parte degli artigiani e dei piccoli imprenditori”.
“Il 2009 – aggiunge il Presidente di Confartigianato – è stato l’anno delle garanzie: anche i Consorzi Fidi, che svolgono un efficace ruolo di garanzia mutualistica per artigiani e piccoli imprenditori, si sono confermati potente strumento per ammortizzare le difficoltà di accesso al credito e per consentire ai piccoli imprenditori di ottenere i finanziamenti necessari a reagire alla crisi”.
CREDITO – 10 dicembre 2009_Mozione della Lega Nord per sospendere Basilea 2.Il Presidente Guerrini: “Da banche fiducia a chi fa impresa. No a automatismi di Basilea 2”
“Da molto tempo Confartigianato sostiene la necessità di superare i criteri di Basilea 2. Se fino a ieri sembravamo fuori moda, oggi la crisi dimostra che avevamo ragione: i modelli matematici di Basilea 2 non sono capaci di comprendere le capacità e l’affidabilità dei piccoli imprenditori”.
Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini, nel commentare la mozione della Lega Nord per sospendere l’applicazione dei criteri di Basilea 2, in attesa di una rinegoziazione sostanziale dell’accordo, sottolinea che “bisogna tornare a una valutazione del merito di credito fondata su elementi conoscitivi dell’impresa che i ratios meccanici e burocratici di Basilea 2 non possono offrire”.
“In banca – aggiunge Guerrini - vogliamo trovare gli stessi criteri semplici ma rigorosi applicati dai Consorzi fidi che, grazie all’approfondita conoscenza della realtà produttiva, sanno valutare la reale affidabilità degli imprenditori. Con ottimi risultati sul piano della solvibilità delle imprese”.
“Soprattutto in questa delicata fase in cui occorre sostenere la ripresa – spiega il Presidente di Confartigianato - chi chiede finanziamenti per dare vita ad un’idea imprenditoriale, per investire, produrre e dare lavoro in Italia deve poter trovare allo sportello bancario la necessaria fiducia, non i rigidi automatismi di Basilea 2 che aumentano i costi e le difficoltà di accesso al credito”.
Il Presidente Guerrini: “La crisi del credito costa alle imprese 12,5 miliardi l’anno”
Da luglio 2007, la crisi del credito è costata 12,5 miliardi l’anno alle imprese italiane. A tanto ammontano i maggiori interessi imposti dalle banche agli imprenditori rispetto al calo del tasso di riferimento fissato dalla Bce.
L’allarme viene dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini il quale ha segnalato in una lettera al Presidente del Consiglio Berlusconi il grave peggioramento delle condizioni di accesso ai finanziamenti bancari da parte delle piccole imprese.
Secondo i dati elaborati dall’Ufficio studi di Confartigianato, tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti delle banche alle imprese individuali è diminuito del 2,6%.
A ‘strangolare’ le imprese non è soltanto il costo del denaro ma anche le condizioni per ottenerlo, decisamente peggiorate come emerge dall’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi, il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con le banche.
Difficoltà che si manifestano soprattutto con richieste ingiustificate di rientro anticipato degli affidamenti, con l’aumento dello spread sui tassi di interesse, con richieste di maggiori garanzie, con l’allungamento dei tempi delle procedure burocratiche.
“L’atteggiamento delle banche – secondo Guerrini – appare tanto più ingiustificato se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”.
Il Presidente di Confartigianato sottolinea che le maggiori difficoltà gli imprenditori le registrano con gli istituti di grandi dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”.
“Il nostro sistema economico – sottolinea Guerrini nella lettera inviata al Presidente Berlusconi - rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.
FONDO DI SOLIDARIETA’: ATTIVATA L’OPERATIVITA’ DELLE GARANZIE.
Spacca: “Impegno mantenuto per affrontare le emergenze e accelerare la ripresa”
Il Governo regionale ha attivato l’operatività del “Fondo di solidarietà per il lavoro e le piccole imprese”: subito disponibile un primo finanziamento di 1,8 milioni di euro, in grado di garantire immediatamente circa 36 milioni di euro di finanziamenti agevolati.
“Abbiamo onorato l’impegno - ha dichiarato il presidente Gian Mario Spacca - ad attivare subito il Fondo di solidarietà per affrontare le emergenze e accelerare i tempi della ripresa: è una risposta immediata alle esigenze dei lavoratori e delle piccole imprese dell’economia reale. Siamo loro vicini in modo concreto e veloce: il fattore tempo è determinante per affrontare le difficoltà dell’indotto, delle filiere produttive e contrastare ripercussioni sull’occupazione. Attraverso il Fondo si rafforza notevolmente la possibilità di accesso al credito delle piccole imprese, allentando tensioni finanziarie che potrebbero generare pesanti riflessi occupazionali. L’intervento aiuta l’economia reale, alle prese sia con criticità locali sia con i problemi di razionamento del credito legati alla crisi internazionale”.
In pratica, il Fondo di solidarietà controgarantisce un nuovo finanziamento richiesto dalle PMI e garantito dai Confidi per allungare la scadenza di debiti da breve a medio termine. Il Fondo opera su tutto il territorio regionale, integrato con i finanziamenti resi disponibili con gli altri stanziamenti previsti dal Governo regionale nel bilancio 2009 (5 milioni di euro) e attivati da Camere di Commercio e Province. Complessivamente il plafond di finanziamenti agevolati dal Fondo potrà ammontare a circa 200 milioni di euro.
“Stiamo lavorando - prosegue Spacca - per coinvolgere più istituzioni e soggetti, per aumentare la massa finanziaria disponibile per le garanzie. Le risposte sono positive: è un ulteriore segnale di fiducia sulla capacità del sistema regionale di affrontare insieme questa fase difficilissima della congiuntura finanziaria internazionale. E’ bene ricordare, infine, che il Fondo di solidarietà costituisce uno strumento importante ma aggiuntivo e complementare rispetto agli altri strumenti di garanzia per l’accesso al credito che la Regione mette a disposizione delle PMI marchigiane ”.
“CONTRO LA CRISI DEI MERCATI È NECESSARIO POTENZIARE IL RUOLO DI CONSORZI FIDI”
Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini ha sollecitato il Governo a potenziare il ruolo dei Confidi artigiani “per evitare che le piccole imprese paghino il prezzo più alto della crisi”.
Rischiano di essere le piccole imprese a pagare le conseguenze più pesanti della crisi finanziaria d’oltreoceano. L’onda lunga che potrebbe travolgerle con gli effetti catastrofici di uno Tsunami – così il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini ha definito la situazione – è determinata dal pericolo che le banche possano chiudere ulteriormente i rubinetti del credito dai quali già oggi scorre un filo sempre più inconsistente di finanziamenti. In sostanza, a pagare i conti della finanza ‘creativa’ e dell’economia effimera potrebbero essere - oltre alle famiglie e ai risparmiatori - i motori principali dell’economa reale: i piccoli imprenditori. E se già oggi le PMI soffrono per l’alto costo del denaro e per l’accresciuta difficoltà dell’accesso al credito, domani la situazione potrebbe essere ancora più grave. Denaro ancora più costoso e più irraggiungibile, con banche che al posto di allargare i cordoni della borsa chiedono il rientro immediato dei crediti. Da qui una crisi di liquidità che avrebbe come effetto più immediato la caduta degli investimenti, con effetti immaginabili per l’economia italiana il cui tessuto produttivo è rappresentato per il 99,4% da PMI. A denunciare l’insostenibilità di un simile quadro, certo apocalittico, che tuttavia si sta delineando all’orizzonte, è il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini. Guerrini non si ferma alla denuncia, ma va oltre, e indica al Governo una strada possibile per evitare il collasso del sistema delle PMI. Una strada che passa attraverso la valorizzazione dei Consorzi Fidi artigiani. “Non accettiamo che le piccole imprese, protagoniste dell’economia reale del Paese paghino le conseguenze più gravi dell’economia di carta e della finanziarizzazione drogata. Proprio per il ruolo delle piccole imprese ci ha sorpreso che le rappresentanze delle piccole imprese non siano state convocate al tavolo aperto l’8 ottobre dal Ministro dell’Economia per affrontare la crisi finanziaria. Le storiche difficoltà delle piccole imprese nell’accesso al credito bancario sono ora diventate ancora più critiche. E’ quindi ancora più urgente potenziare il ruolo dei Consorzi Fidi, valorizzando la loro funzione fondamentale che consiste nel fornire garanzie per consentire ai piccoli imprenditori di ottenere i finanziamenti necessari ad effettuare investimenti e creare occupazione. Ai Confidi si rivolge il 42% degli artigiani per ottenere i finanziamenti necessari allo sviluppo dell’impresa”. E’ ancora il Presidente Guerrini a ricordare i numeri espressi dal sistema dei Confidi artigiani “Si tratta del sistema più diffuso e rappresenta oltre il 50% dei Consorzi fidi italiani. Dal 1994 ad oggi, i Confidi artigiani hanno offerto garanzie per oltre 47 miliardi di euro di finanziamenti. Soltanto nel 2006 i Confidi hanno erogato oltre 5,4 miliardi di euro di finanziamenti garantiti (+ 5,9% rispetto al 2005) alle 693.096 piccole imprese socie. Una delle migliori armi di difesa contro la crisi finanziaria in corso è rappresentata proprio da questo sistema di garanzia mutualistica dell’artigianato nel settore del credito”.
ALBERANI: “SOSTENERE E RILANCIARE IL RUOLO DEI CONSORZI FIDI ARTIGIANI”
Dall’Assemblea annuale di Fedart Fidi sono emersi gli obiettivi per potenziare l’offerta in materia di credito.
Innovare e potenziare l’offerta dei servizi dei Consorzi Fidi artigiani, semplificando e rendendo sempre più efficaci le modalità di accesso al credito da parte delle piccole imprese. Questi gli obiettivi individuati durante l’Assemblea annuale di Fedart Fidi, la Federazione Nazionale Unitaria dei Consorzi e Cooperative Artigiane di Garanzia, riunita a Roma lo scorso 5 luglio presso la sede di Artigiancassa. “Il rafforzamento dei Confidi è tanto più indispensabile - ha sottolineato Daniele Alberani, rappresentante di Confartigianato, alla sua prima Assemblea da Presidente della Federazione dei Consorzi Fidi - se si considerano i recenti fenomeni che hanno riguardato il mondo del credito: l’applicazione dell’accordo di Basilea 2, le aggregazioni e fusioni bancarie che hanno allontanato gli istituti dai territori di riferimento, la crisi internazionale dei mutui subprime. Tutto ciò ha influito in modo preoccupante sul rapporto tra banche e piccole imprese, con una progressiva riduzione della liquidità disponibile e un processo di innalzamento dei tassi e di razionamento del credito”. L’esigenza è quella di rispondere ai mutamenti del mercato creditizio per confermare il ruolo dei Consorzi Fidi a sostegno della competitività delle micro e piccole imprese. Dal 1994 ad oggi, Fedart Fidi ha garantito 47 miliardi di euro, rappresentando la principale porta d’accesso al credito per il 42% delle imprese artigiane. Soltanto nel 2006, i 251 Consorzi aderenti a Fedart Fidi hanno garantito finanziamenti per 9,6 miliardi di euro, registrando un incremento del 5,4% rispetto all’anno precedente, e un tasso d’insolvenza media che si attesta sul 2%, un dato sensibilmente inferiore rispetto a quello dei tradizionali istituti bancari. “Queste cifre - ha continuato Alberani - dimostrano la necessità di sostenere e rilanciare il ruolo dei Consorzi Fidi attraverso la definizione di un quadro normativo che ne semplifichi l’attività oggi ostacolata e penalizzata da oneri burocratici e incombenze incomprensibili”. Innovazione, semplificazione, efficacia ed efficienza. Sono questi i quattro punti cardinali da seguire per vincere le sfide che attendono nell’immediato futuro i Consorzi Fidi. “Fedart Fidi - ha concluso il Presidente Alberani - è impegnata in un processo di razionalizzazione delle strutture consortili per adeguarle alle regole di Basilea 2 e alle disposizioni del Testo Unico Bancario. Vogliamo essere all’altezza della domanda espressa dalle nostre imprese che sono sempre più esigenti per ciò che riguarda la qualità e le condizioni del credito, la personalizzazione dei prodotti e dei servizi finanziari”. La relazione del Presidente Alberani è stata anticipata dall’intervento di Giovanni Di Leva, Direttore generale di Artigiancassa, chiamato sul palco ad aprire i lavori. Dopo il Presidente, la parola è passata a Domenico Santececca, Direttore dell’Abi, a Gianni Giaccaglia, Presidente della Commissione Attività produttive della Conferenza delle Regioni, e a Sandro Pettinato, Responsabile dell'Ufficio Finanza e Credito di Unioncamere. Proprio ad Unioncamere, il Presidente Alberani ha dedicato un passaggio della propria relazione. “Con il sistema delle Camere di Commercio - ha ammesso il Presidente - abbiamo da tempo instaurato una concreta e positiva interlocuzione trovando nella struttura nazionale una piena disponibilità a collaborare per la qualificazione e lo sviluppo dei Consorzi Fidi. Proprio in virtù di questa collaborazione, non riusciamo a cogliere fino in fondo l’obiettivo di un recente progetto di Unioncamere per la costituzione di uno strumento finanziario nazionale di sistema, su cui manifestiamo forte perplessità”. Una perplessità riproposta prima dell’intervento di Pettinato, che ha risposto sottolineato come “quel progetto, peraltro ancora in forma embrionale, nasca con le intenzioni di svolgere un ruolo di catalizzatore ed acceleratore dei tradizionali Confidi, e non come una minaccia per i Consorzi artigiani”. A seguire, sono intervenuti i rappresentanti delle Organizzazioni promotrici di Fedart Fidi, il Vicepresidente Tullio Uez per Confartigianato, Paolo Baravelli per CNA e Leopoldo Facciotti per Casartigiani. Il Vicepresidente di Confartigianato Uez ha ribadito la “volontà di cambiare le recenti normative che la Banca d’Italia ha applicato ai Confidi, rendendole più semplici e meno stringenti. I Confidi - ha aggiunto Uez - hanno sempre operato, ed operano tutt’ora, in maniera differente dalle banche. Crediamo sia fondamentale non dimenticare lo spirito di solidarietà e di mutualità tra imprenditori che è alla base del sistema dei Confidi. Se è vero che i Confidi devono innovare i propri servizi in linea con l’offerta di mercato, è pur vero che ogni nuova normativa deve essere tarata per i Confidi e non per le banche. Il percorso appena iniziato con il nuovo piano industriale di Artigiancassa sembra essere quello giusto per offrire risposte semplici ed efficaci alla domanda di credito delle nostre imprese associate”, ha poi concluso il Vicepresidente di Confartigianato.
Nella sessione sottostante è possibile scaricare gli allegati correlati alle news.


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